Oggi a Genova 

Tunnel sub-portuale, svolta su Madre di Dio: Comune e commissario confermano l’uscita intermedia

Il faccia a faccia a Palazzo Tursi chiude uno dei nodi più discussi del progetto: confermata l’opzione con sbocco a Madre di Dio, mentre sul futuro della Sopraelevata si deciderà dopo l’entrata in esercizio dell’opera

Si stringe il cerchio sul tunnel sub-portuale di Genova e, soprattutto, su uno dei passaggi più delicati dell’intero progetto, quello legato a Madre di Dio. Nell’incontro svolto questa mattina tra la struttura commissariale e il Comune di Genova è stata infatti condivisa la scelta finale sull’assetto dell’opera, con la conferma della soluzione che prevede l’uscita intermedia a Madre di Dio. Attorno al tavolo c’erano il commissario straordinario per la ricostruzione Marco Bucci, affiancato dai subcommissari Carlo De Simone e Ugo Ballerini; per il Comune hanno partecipato la sindaca Silvia Salis, il vicesindaco Alessandro Terrile, il capo di gabinetto Marco Speciale e l’assessore ai lavori pubblici e manutenzioni Massimo Ferrante. Presente anche Autostrade per l’Italia, rappresentata dall’amministratore delegato Arrigo Giana, dal vice direttore generale Amedeo Gagliardi, dal responsabile Grandi Opere Antonio Raschilà e da Alberto Selleri.

Dal confronto, spiegano i partecipanti, è emersa una linea definita sui punti che nelle ultime settimane hanno alimentato il dibattito pubblico. A cominciare dal traffico e dall’impatto dei cantieri. Secondo i dati illustrati nel corso della riunione, il tunnel consentirebbe di togliere dalla viabilità urbana di superficie oltre 30 mila veicoli al giorno, con una riduzione dei tempi di collegamento tra città e porto stimata fino al 30-40 per cento. Sul tavolo anche il tema delle emissioni, con la previsione di un alleggerimento della pressione nelle aree oggi più congestionate.

Altro capitolo affrontato è stato quello ambientale. La struttura commissariale ha ribadito che gli interventi sono stati progettati nel rispetto delle prescrizioni paesaggistiche e ambientali, con il coinvolgimento degli enti competenti, compresa la Soprintendenza. Nel pacchetto sono comprese anche opere compensative già definite e approvate, con particolare attenzione al nuovo parco della Foce e al sistema del verde monumentale di viale delle Brigate Partigiane.

Ma il punto politicamente e urbanisticamente più sensibile restava il collegamento tra Madre di Dio e via delle Casacce. Su questo fronte Autostrade per l’Italia ha richiamato gli impegni già contenuti nell’accordo dell’ottobre 2021 firmato con Regione Liguria, Comune di Genova e Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale, poi ribaditi nel protocollo del 19 marzo 2024. Il collegamento di Madre di Dio, è stato ricordato durante la riunione, ha già ottenuto il via libera sia dal Consiglio superiore dei lavori pubblici sia nell’ambito del Provvedimento autorizzatorio unico regionale.

Le ipotesi esaminate erano due. La prima, quella poi confermata dal Comune, prevede appunto l’uscita intermedia del tunnel a Madre di Dio. La seconda avrebbe invece portato a un tracciato con ingresso a San Benigno e uscita in zona Brigate Partigiane senza sbocchi intermedi. Una soluzione che, di fatto, avrebbe comportato il mantenimento della Sopraelevata da San Benigno fino allo svincolo di Madre di Dio anche in futuro.

La scelta del Comune va dunque nella direzione opposta. Con il tunnel in funzione, il passaggio successivo sarà la demolizione delle rampe di accesso alla Sopraelevata; solo a quel punto si aprirà la valutazione definitiva sul destino del viadotto urbano. Un passaggio che, nelle intenzioni degli enti coinvolti, permetterà di legare la discussione sul futuro della Sopraelevata a uno scenario viabilistico già cambiato dall’entrata in esercizio della nuova infrastruttura.

«Abbiamo portato dati, analisi e soluzioni, non opinioni. Il confronto da parte nostra è sempre stato aperto», ha dichiarato Marco Bucci al termine dell’incontro. La struttura commissariale ha fatto sapere che il lavoro proseguirà all’insegna della trasparenza e del confronto istituzionale, ma che da ora l’obiettivo indicato come prioritario è uno soltanto: rispettare i tempi di realizzazione dell’opera, considerata strategica per la mobilità cittadina e portuale.


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